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5 giugno 2010
Giornata mondiale dell’ambiente
L’immagine del Nord Est: i grandi imprenditori descrivono il Nord Est.
- Un presente di grande crescita economica, di tradizione e di eccellenza
- Un futuro di apertura ai mercati internazionali
Lo conferma la ricerca qualitativa di Renato Mannheimer commissionata
da Coca-Cola HBC Italia e ContourGlobal
Nogara (Verona), 5 giugno 2010 - Coca-Cola HBC Italia e ContourGlobal hanno commissionato a ISPO (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione) un’indagine qualitativa sulla percezione e l’immagine che alcuni importanti imprenditori del Nord Est hanno rispetto agli abitanti della Regione, i punti di forza e di debolezza sotto il profilo economico e imprenditoriale, le sfide e le opportunità che in futuro il Nord Est dovrà affrontare.
Sono stati realizzati colloqui individuali in profondità, con imprenditori che hanno la loro sede principale nel Nord Est.
Rispetto alla popolazione che risiede nel Nord Est, gli intervistati confermano la rappresentazione classica di “grandi lavoratori” perché hanno trovato nella realtà industriale l’unico modo per sfuggire alla povertà del territorio e per guadagnarsi il diritto di essere liberi dalla influenza dei grandi proprietari terrieri. Grandi lavoratori che si basano sulle proprie forze e, quando si conquista la loro fiducia, sono generosi e disponibili.
Il Nord Est è percepito come un’area ricca di piccole e medie aziende, che nascono e si sviluppano a partire dagli anni sessanta, un’area protagonista di una grande evoluzione.
In particolare, i punti di forza riconosciuti al Nord Est sono:
- la grande crescita economica, che ha portato benessere e ricchezza;
- la capacità in ambito economico e imprenditoriale di “carpere diem”;
- la tradizione e l’eccellenza.
I punti di debolezza del Nord Est sono principalmente legati alla prudenza di aprirsi ai mercati internazionali e di “fare sistema”. Un altro elemento che emerge è la forte presenza del “dominus”: cioè l’Azienda a struttura patriarcale o padronale non ancora affiancata da una struttura manageriale per la crescita della stessa.
Gli intervistati hanno le idee chiare su cosa occorrerebbe fare nel Nord Est per fare crescere il territorio e le sue attività economiche e imprenditoriali.
Nel prossimo futuro il Nord Est dovrà:
- valorizzare quello che si è costruito, senza rimanere attaccati ai fasti passati;
- essere capace di avviare una rivoluzione culturale, che scardini l’idea del “fare soldi a tutti i costi”;
- pensare alle aziende in chiave internazionale e globale, ma senza delocalizzare il know how del territorio, mantenendo il cuore della produzione in Italia;
- “fare sistema”, per potere raggiungere l’eccellenza e rimanere un’area competitiva;
- crescere e prosperare, ma con un preciso disegno politico a livello centrale che sappia considerare le specificità dell’area. Da più parti si sente, infatti, il bisogno della “rimessa in moto” su basi nuove, con una classe politica interessata a fare il bene del territorio.
In conclusione, il Nord Est appare un territorio dalle molte potenzialità, ma in cui deve avvenire anche un cambiamento. Gli intervistati sentono la necessità di una cultura nuova, non solo accademica, capace di collegare il passato con il presente.
Il Nord Est che è un territorio ricco, che ha vissuto una grandissima evoluzione economica, che è nata dalla tradizione e che nel tempo è divenuta eccellenza, dovrà coltivare e mantenere quello che si è costruito, facendo sistema, pensando globalmente e mantenendo il “cuore” del business.